Avviso ai naviganti: questo sara’ un post lungo (temo).
Che senso hanno le parole? Dico oggigiorno valgono ancora qualcosa? Me lo chiedo perche’ ultimamente, in politica, ci si diverte a giocarci ad usarle per cambiare i fatti, per sviare.
Qualche esempio:
1) Un giudice costituzionale inviata a cena Berlusconi e Alfano. Niente di male, se non fosse che il suddetto giudice debba decidere sulla costituzionalita’ del lodo Alfano. Io non so se ne abbiano parlato, so che e’ sconveniente per il giudicante intrattenersi col giudicato, prima di una decisione. Cosa e’ successo? Che tutto si e’ spostato sul fatto che Berlusconi possa o meno andare a cena con qualcuno. Si prende una parola: cena e da questa si parte per cambiare, non i fatti, ma la loro percezione.
2) Puntata di Ballaro’, dialogo serrato tra d’Alema e Cicchitto, si disquisisce di Craxi. D’Alema sta parlando e dice che Craxi non e’ proprio un bel modello di Padre fondatore, Cicchitto lo interrompe sempre o perlomeno gli parla sopra. D’Alema sbotta: stai zitto dice con tono duro. Da quel momento tutto cambia, basta Craxi, Cicchitto inizia ad urlare che nessuno puo’ dirgli di star zitto e cosi’ via, magicamente spostata l’attenzione dal fulcro del discorso originario.
3) Grillo va in commissione al Senato per relazionare le proposte di legge popolare, una in particolare dice che non ci debbano essere condannati od inquisiti in Parlamento. Tralasciando i toni usati penso sia una cosa condivisibile. Invece sul sito de il Giornale tutti i commenti vertono sul fatto che anche Grillo ha una condanna. Bene, ma non c’entra niente. Grillo non ha detto che nessuno chi e’ condannato non puo’ esistere ha solo detto che non si sieda in Parlamento. Lui infatti non vuole farsi eleggere, quindi non vedo il problema.
Ma il problema esiste: si prende una parola, la si isola e ci si ricama sopra ottenendo una verita’ distorta, poi si inizia a farla girare con insistenza fino a quando non prende il posto della verita’ vera.
Ne parlava, a suo tempo, sabina guzzanti in reperto raiot.
Noi siamo visti, dai nostri politici, come mani che fanno x su schede, che mandano in parlamento persone ignote decise da altri. Ma anche qui tutti parlano parlano, sia da destra o da sinistra ma non la cambiano, anzi boicottano il referendus. Oppure siamo numeri buoni e grandi in manifestazione pro oppure numeri cattivi e piccoli in manifestazioni contro. Basta, la finisco qui … altrimenti inizio a tirare delle bestemmie.

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